28 settembre, 2012

Rissunto della settimana....

Potrei dire che sarebbe da dimenticare questa settimana, in cui dolore e rabbia hanno offuscato momenti di tranquillità e gioia.
Ma parliamo prima di Mabon, che ho trascorso in montagna, a Torre Pellice per la precisione, in compagnia di Caillean e di Giuseppe, il suo compagno.
E' stata una piacevole giornata, abbracciati dal tiepido sole d'Autunno, abbiamo assaporato la natura in cmpleta tranquillità, mangiucchiando dei buonissimi biscotti preparati per l'occasione dalla mia cara amica.Peccato che il tempo è tiranno e nel pomeriggio tardi ci siamo salutati.
Il giorno seguente l'ho trascorso in Compagnia di Lucia, e con lei sono andata al Mercatino del Libro antico.
Ho ripreso il tran tran quotidiano con spirito appagato da quelle giornate, ma poi è arrivata la batosta, come si suol dire.
La notizia dell'ennesima pazzia di mia figlia mi ha buttata nello sconforto più totale e l'ansia è tornata a governare il mio cuore.Il pensiero e le preoccupazioni sono solo per i miei due nipotini, che spero trovino conforto e sicurezza con i loro papà.Dal canto mio ho deciso di allontanare per sempre dalla mia vita mia figlia, che solo dolore e frustazioni ha saputo regalarmi in tutti questi anni, spesi ad amarla e aiutarla e proteggerla.

21 settembre, 2012

L'estate è finita

 

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L'acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch'io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(E. Dickinson)

17 settembre, 2012

Si avvicina Mabon....Equinozio d'Autunno


Equinizio, antica parola latina che significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno. 22 settembre finisce l’estate e inizia l’autunno. Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli. In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutto la terra. L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole. Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta. Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.
Il 22 settembre è arriva l’Equinozio, un momento particolare. L’Estate lascia il passo all’Autunno, e questo non è solo un momento dell’anno, ma qualcosa di più importante. È anche una dimensione della vita di ogni essere vivente, che si muove lungo le proprie stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite. Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino, la scintilla di Luce è sempre dentro di noi…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermaci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.


LA TRADIZIONE DRUIDICA
Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua). Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio. Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi. L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.


LA TRADIZIONE CELTICA
Nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti. Scrive Maria Giusi Ricotti nel suo sito: "Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni. Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi sacrificati" per dare la vita agli uomini."





LE TRADIZIONI CLASSICHE
Nel calendario agricolo contadino, purtroppo, poco o nulla è rimasto delle ritualità festive autunnali e bisogna aspettare la fine di ottobre con Ognissanti per trovare ancora gli antichi riti di passaggio rurali e pagani.E sono propio i Misteri Eleusini la controparte mediterranea ai riti di passaggio verso la stagione infera.




LE TRADIZIONI EQUINOZIALI AUTUNNALI COMUNI
Con uno sforzo di sintesi che non rende giustizia alla profondità di tali tradizioni, quello che viene rivissuto ciclicamente ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra – intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero – che sta sotto.La coscienza – conoscenza che se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto (Giovanni, 12, 24) estende il concetto di fertilità al ciclo eterno di Vita – Morte – Vita e alla consapevolezza che solo dalla morte può nascere una nuova esistenza, solo dalla decomposizione può risorgere il nuovo, il cambiamento. Non a caso Mabon è il tempo del seme. E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare. E’ il tempo di essiccarli all’aria e all’ombra, di conservarli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli.




Fonte pubblicata da Calabria Pagana




Corrispondenze Lunari
Luna di Granturco, Luna dei semi, Luna dei venti.

Simboli
Un cesto di foglie cadute, Pigne, La ruota dell'anno, Vino, Lupi, Zucche e Cornucopie

Divinità
Le Dee del raccolto, Persefone, Thor, Mabon, L'uomo silvestre

Colori
Marrone, Arancione, Oro, Bordeux

Cibi tradizionali
Frutta autunnale, Granturno, Vini, Sidro, Radici (carote, patate, cipolle)

Erbe
Cedro, nocciolo, edera, granturco,pioppo, ghiande, cipresso, pigne, achillea, calendula, salvia, camomilla, foglie di mandorlo, frutto della passione, incenso, girasole, grano, mele secche.

Alberi
Meli, noccioli

Lama dei tarocchi
L'eremita, arcano maggiore nove

Incenso
Mirra, salvia, pino. Potete anche mischiare calendula, frutto della passione e la felce con la mirra o l'incenso per un incenso di mabon.

Cristalli
Ametista, Topazio, Corniole, Zaffiri, Ambra, Cristallo di Rocca, Peridoto, Avventurina.

Il tema è bilanciare le polarità, quindi il suggerimento è di fare qualcosa che riguardi l'equilibrio nella vostra vita. Gli elementi maschili e femminili della vostra personalità hanno bisogno di uguale rispetto ed espressione. La notte di Mabon, quando le ore di luce e le ore di oscurità sono equivalenti, è una notte per onorare l'equilibrio della Dea e del Dio (magari invocando Persefone e Dionisio) e l'armonia della materia e dello spirito, celebrando non solo la vita spirituale del mondo prossimo, ma anche la fisica di questo mondo. È anche tempo per fermarsi a riflettere, rilassarsi e apprezzare i frutti dei propri personali raccolti. È un

periodo per porre fine ai vecchi progetti mentre ci si prepara al periodo dell'anno in cui è bene esplorare la propria interiorità. Il lavoro magico dovrebbe essere di protezione, prosperità, sicurezza e fiducia in sé stessi. Mabon è considerato tempo dei misteri. È il momento di onorare le divinità anziane e lo Spirito. Le divinità vengono ringraziate per i loro doni, auspicando il futuro ritorno dell'abbondanza per gli anni successivi, ricordandoci di lasciare una parte del nostro banchetto per la Terra e le sue creature: tutto ciò che di commestibile abbiamo messo sulla tavola di Mabon per adornarla e ciò che è avanzato dal banchetto, verrà portato all'aperto ed offerto ad animali ed uccelli in segno ulteriore di ringraziamento verso la Grande Madre Terra che ci ha elargito i suoi doni. Gli incensi per l'equinozio d'autunno includono benzoino, mirra, pino, salvia, ibisco e petali di rose.

I petali di rosa e la salvia possono essere messi anche sulla tavola, a patto che non siano freschi. Le erbe associate con questa festività sono il grano, le foglie di vite e di quercia. Si possono bruciare i cardi (il significato è che il divino si trasforma nel suo aspetto di Donna Saggia e Cacciatore). Le decorazioni tipiche di questo periodo dell'anno includono anche la cornucopia, ovvero il corno dell'abbondanza, ricolmo e straripante dei frutti dell'anno, a significare in modo simpatetico l'abbondanza dei doni della Madre. Durante il rituale si possono invocare gli elementi singolarmente e riconoscerli, ringraziandoli, per le loro influenze benefiche.

Salutateli innalzando il calice per ognuno di essi: “Alla Terra: per la stabilità, per l'aiuto nel mantenere la casa, la salute, il lavoro ed il benessere All'Aria: per l'ispirazione che aiuta nella conoscenza e nella comprensione Al Fuoco: per l'energia che aiuta a sostenere la spinta dell'ambizione di cui necessitiamo per portare a termine i nostri progetti All'Acqua: per lo scorrere gentile che aiuta a mantenere la calma e l'equilibrio emotivo nei rapporti.“ La Dea appare in veste di Madre dell'Abbondanza, Madre della Terra e Regina del raccolto. Il Dio è visto come Mabon, il Padre del Cielo, Re del Grano e Signore del raccolto.

Il Signore e la Signora regnano sulle celebrazioni del ringraziamento che inizia al tramonto e perdura per tutta la notte. La tavola, imbandita con tovaglia e tovaglioli di colori autunnali, con candele rosse o marroni, può essere decorata con erbe secche, castagne, noci, more, ghiande, mais, fiori di girasole e foglie autunnali. Non devono mancare biscotti di farina di avena, mandorle e vino per ringraziare gli antenati. Pietanze tradizionali sono il pane di grano, i fagioli, le patate e le zucchine al forno. Il fuoco viene acceso con le foglie secche che si raccolgono in giardino. Sono molto indicati in questo periodo gli esercizi di rilassamento e di meditazione. Se ne avete la possibilità, concedetevi una breve vacanza con l'esclusivo scopo di riposare. L'equinozio d'autunno è il periodo ideale per passeggiate ed escursioni in campagna e in collina, per salutare la Natura che si prepara al letargo.

Rito di Mabon
Mabon, l'equinozio d'autunno, è celebrato in molti modi in tutto il mondo. E' un giorno di equilibrio, con uguali quantità di tenebre e luce, ma presto arriverà l'inverno. In alcune tradizioni wiccan, segna il momento in cui il Re Sole discende negli inferi, dai quali rinascerà a Yule. In molti pantheon, la mela è un simbolo del Divino. Gli alberi di mele rappresentano saggezza e buoni consigli. Questo rituale con le mele vi darà l'occasione di ringraziare gli Dei per la loro abbondanza e benedizione, e per godervi la magia della terra prima che i venti dell'inverno comincino a spirare.

-Decorate il vostro altare con simboli della stagione -- un cesto di zucchine o piccole zucche, foglie colorate, ghiande, viti, grappoli d'uva o mirtilli. Avrete anche bisogno di un paio di candele arancioni a simboleggiare il raccolto, una coppa di sidro o vino, e una mela.
Se la vostra tradizione richiede la tracciatura del cerchio, fatelo adesso.

-Accendete le candele per il raccolto. Voltatevi verso l'altare e tenete la mela con tutte e due le mani. Se potete celebrare questo rito all'aperto, sollevatela verso il cielo e sentite la saggezza e l'energia degli Dei giungere a voi. Dite:
La mela è sacra, è un simbolo degli Dei,
e custodisce in sé la conoscenza degli antichi.
Questa notte io chiedo agli Dei di benedirmi con la loro saggezza.
Tagliate la mela in due, in orizzontale. Dove ci sono i semi, vedrete una stella a cinque punte. Prendete le due parti e ponetele al centro del vostro altare.

Dite:
Cinque punte in una stella, nascosta all'interno.
Una per la terra, una per l'aria, una per il fuoco,
una per l'acqua, e l'ultima per lo spirito.
Volgetevi a nord, le braccia alzate verso il cielo, e dite:
Il mondo scorre dalla luce alle tenebre,
ed i campi dorati della terra recano la promessa
di cibo e nutrimento per tutto l'inverno.
Volgetevi ad est e dite:
Io sto sulla soglia dell'oscurità,
e so che la brezza estiva lascia il passo ai brividi d'autunno,
che portano con loro le vampe di colore nelle chiome degli alberi.

-Poi, volgetevi a sud e dite:
Io invoco i saggi, gli antichi Dei,
come il sole s'allontana ed il fuoco si consuma,
per essere rimpiazzati dal gelo della notte.
Infine rivolgetevi ad ovest e dite:
Io rifletterò sulla guida degli Dei,
e mi lascerò lavare dalla fredda pioggia d'autunno,
che purificherà il mio cuore e la mia anima.

- Levate al cielo la coppa di vino o sidro, e fate un brindisi agli Dei. Dite:
Questa notte il Dio selvaggio torna al grembo della Madre.
La Dea Madre diventa oggi l'Anziana Signora.
Come gira la Ruota dell'Anno, ogni giorno di più questa terra muore.
Volontariamente seguo gli Dei nelle tenebre,
dove mi veglieranno, mi proteggeranno, mi terranno al sicuro.
Prendete un sorso dalla coppa, e mentre bevete il vostro vino/sidro, pensate al potere e all'energia del Divino, in qualsiasi aspetto abbiate deciso di onorarlo.

-Spegnete una delle candele, e dite:
Il Dio selvaggio è sceso a riposare nell'oltretomba.
Io guardo all'oscurità per rinnovamento e rinascita.
Spegnete l'altra candela, e dite:
La Dea Madre entra nel suo aspetto più potente.
Lei è l'Anziana, la saggia, ed io domando la sua benedizione.
Rimanete al buio per un momento. Riflettete su tutti i cambiamenti che avverranno, e su quelle cose che invece resteranno immutate. Sentite l'energia degli Dei mentre entrate in comunione con loro, e sappiate che anche se l'inverno incalza, la luce tornerà. Quando siete pronti, terminate il rituale.

Lasciate le mele sul vostro altare tutta la notte, e il mattino seguente lasciatele in giardino come offerta alla terra.

Fonte: pubblicata da Calabria Pagana

15 settembre, 2012

Auguri a.....

Claudio e Patrizia


Allora Almitra di nuovo parlò e disse:
Che cos'è il Matrimonio, maestro?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.

11 settembre, 2012

Rifletti.....

“Anche l'albero più grande è cresciuto da un piccolo seme”
(proverbio coreano)

01 settembre, 2012

Cielo coperto su Torino


Che rabbia, volevo guardare la Luna Blu questa notte ed invece un cielo coperto e una pioggerellina fine fine ha deluso questa aspettativa, peccato, dovrò aspettare il 2015 per poter puntare il naso all'insù. Ma nel mio piccolo ho celebrato quest'evento, offrendo alla Luna una coppa di latte e ho acceso una candela bianca, ringranziando La Madre per tutto quello che mi ha donato.
Non conosco le parole di nessuna preghiera, la mia è stata personale, sussurata dal cuore.
Con il tempo imparerò
Buon fine settimana a tutti
Possano gli Astri illuminare il vostro cammino

Alloro


ALLORO
(Laurus nobilis L.)


CARATTERISTICHE GENERALI
L'alloro, Laurus nobilis L.  appartiene alla famiglia delle Lauraceae e comprende piante originarie dell'Asia minore, introdotte nel bacino del Mediterraneo in tempi antichissimi.
E' una pianta molto diffusa, soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina. L'Alloro o Lauro è una pianta perenne a portamento arbustivo e può assumere la forma di un cespuglio o di un albero tanto che se trova le condizioni ideali può raggiungere anche i 10-12 m di altezza.
Il tronco è normalmente liscio con corteccia nerastra con rami sottili e molto fitti. Le foglie di alloro, portate da un corto picciolo, sono lanceolate, coriacee, di un bel verde scuro con i bordi ondulati e con la pagina superiore lucida mentre quella inferiore è di un verde-giallo tenue ed opaco. Sono ricche di ghiandole resinose che le conferiscono il caratteristico aroma. I fiori sono riuniti in infiorescenze a grappolo o in cime ascellari e sbocciano all'inizio della primavera.
E' una pianta dioica vale a dire che esistono piante che portano solo fiori maschili (con gli stami) e piante che hanno solo fiori femminili (e stami sterili) che portano cioè gli organi riproduttivi femminili.
Il frutto dell'alloro è una bacca, simile ad una piccola oliva che diviene nero-bluastra con la maturazione. Le bacche contengono un solo seme e maturano nei mesi di ottobre e novembre e sono molto aromatiche.


PROPRIETA'
L'alloro è una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie (dall'1 al 3%) che nelle bacche (dall'1 al 10%) quali: geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene.
Vengono riconosciute alla pianta di alloro numerose capacità terapeutiche grazie ai suoi oli essenziali: cura i reumatismi e gli strappi muscolari, ha capacità rilassanti, attenua la sudorazione, ha proprietà espettoranti e digestive.
 Le foglie di alloro hanno proprietà antipiretiche. Per molto tempo il Lauro è stato usato come rimedio contro la peste.


PARTI UTILIZZATE DELLA PIANTA
Dell'alloro si utilizzano le foglie prive del picciolo che possono essere raccolte durante tutto l'anno. Occorre tenere presente che più sono giovani più è alto il loro contenuto in principi attivi. Le foglie si fanno essiccare al sole.
Le bacche raccolte in autunno si fanno essiccare in un luogo buio

.
COME SI UTILIZZA
L'infuso di foglie di alloro aiuta la digestione soprattutto per chi ha problemi di fermentazione, aiuta nei  casi di inappetenza e combatte i dolori dello stomaco.
Il decotto si usa per il raffreddore e i reumatismi.
Per i reumatismi, le distorsioni e le slogature si usano anche le frizioni con gli oli essenziali.
Qualche goccia di olio di alloro ed una manciata di foglie nell'acqua consente di ottenere un bagno profumato e rivitalizzante. Il suo uso in cucina è noto.


CURIOSITA'
Oggi l'alloro viene usato normalmente nella cucina di tutto il mondo per il suo aroma. La particolarità è che le sue foglie non perdono l'aroma dopo la cottura.
In Emilia Romagna (Italia) dalle sue bacche si ottiene un delizioso liquore chiamato Laurino.


AVVERTENZE
Non sono segnalate controindicazioni per l'uso dell'alloro.



LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE

La pianta di Alloro nell'antica Grecia era considerata una pianta sacra ad Apollo perchè secondo la leggenda, in essa fu trasformata la ninfa Dafne per sfuggire al dio che la inseguiva e così lo stesso Apollo, proclamò questa pianta sacra al suo culto e segno di gloria da portarsi sul capo dei vincitori.
I greci anticamente chiamavano l'Alloro Dafne, in ricordo della Ninfa.
Considerata pertanto una pianta nobile per eccellenza era normale coltivarla nei giardini imperiali e gli imperatori romani si cingevano la testa di Alloro durante i trionfi e le cerimonie come se si trattasse di una preziosa corona.
Questa usanza si è protratta fino al Medio Evo e nel Rinascimento ma ad essere incoronati o "laureati" come si diceva, non erano più i sovrani ma i giovani poeti ed i letterati.. Il termine attuale di "laurea" deriva proprio da questo riconoscimento.
In molte leggende popolari, piantare una pianta di Alloro davanti alla porta di casa allontanerebbe i fulmini. Questo deriva dal fatto che Giove avrebbe decretato che questa pianta fosse preservata per rispetto a Dafne.


30 agosto, 2012

Luna blu

La notte del 31 si potrà assistere al secondo plenilunio del mese. Un fenomeno molto raro conosciuto come blue moon


Luna blu, nell’ultima notte di agosto. E così che si chiama il secondo plenilunio del mese (il primo si è verificato il rpimo agosto), un evento astronomico molto raro che accade perché il calendario formato dai dodici mesi dell’anno non è perfettamente calibrato con le fasi lunari.

La seconda luna piena il nome di “blue moon”, “luna blu”, non per il suo colore ma appunto per la sua rarità.

Lo stesso fenomeno si ripeterà solo fino a luglio 2015, mediamente la luna blu compare ogni 2,7 anni.

L’ultima, ad esempio, è stata il 31 dicembre del 2009 e coincise con una parziale eclisse lunare per chi la guardava dall’Europa, Asia, Africa e da alcune regioni dell’Alaska.

La luna blu sarà al suo massimo alle 15.58 ora italiana..

Buon Viaggio Amico



Io son partito poi così d'improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
l'istante breve è ancora più breve
se c' è una luce
che trafigge il tuo cuore
L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore

può darsi un giorno
ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente
e desolante squallore
Son diventato sai tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vibro dentro ed ogni voce sincera
e con gli uccelli

vivo il canto sottile
e il mio discorso
più bello e piùdenso
esprime con il silenzio il suo senso
Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
volevo dirti ch' è un piacere infinito
portare queste mie valigie pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire

ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire
Son diventato sai tramonto di sera
e parlo come le foglie di aprile
e vibro dentro ed ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre solo musica vera
tu cerca sempre se puoi di capire.

Fa riflettere...

...non tutti i mali vengono per nuocere

Sono qui sdraiata nel letto, che aspetto che arrivi domani , mi toglieranno quest'aaperecchietto che mi porto addosso e che dovrebbe controllare il mio cuore.
Eh già,per una caduta che per me non ha avuto molta importanza e a cui ho dato come colpa per l'accaduto l'elevata temperatura che attanagliava la città, mi sono ritrovata  in un vortice di esami e controlli che mai mi sarei sognata di fare, e da  cui è emerso qulche problemino, curabile , nulla di grave per fortuna
Ultimo, si fa per dire, ECG Holter, poi ci saranno nuoamente esami del sangue ed esame della tiroide. La dottoressa m'ha messo a dieta iposodica, sigh...per regolare la pressione, in modo naturale, altrimenti tocca iniziare con la cura adatta al problema...doppio sigh.
Mi auguro di tornare più attiva su questo blog, perchè in questi giorni sono un pochetto stanca, e svogliata
Per ora buona notte

25 agosto, 2012

Un interessante lettura

....Buon sabato a tutti.

Che dire, è stata una settimana un pò particolare, il caldo ha scandito i miei ritmi che si sono rallentati e hanno subito un piccolo shock, tanto da farmi rimanere a casa dal lavoro. In parte contenta per questo attimo di riposo regalato e inaspettato, ma al contempo impedita a fare grandi cose, causa i dolori dovuti alla caduta, colpevole appunto di ciò il forte caldo che perversa su tutta l'Italia.
Ho iniziato a leggere un libro regalatomi da una cara amica, il cui legame affettivo si rafforza di giorno in giorno. Il titolo è Magia Naturale di Scott Cunningham.Sono alla prime pagine, purtroppo fatico a restare sveglia la sera e di giorno sono indaffarta con il tran tran quotidiano.
Mi piace come scrive l'autore, e per ora mi trovo concorde con ciò che viene enunciato nel libro nelle prime pagine che ho letto, ma dirò di più quando lo avrò finito.
Non ho pretese di diventare una strega, ma voglio imparare a rivolgermi a Madre Natura e beneficiare dei doni che essa elargisce a noi sue creature, ogni istante della nostra vita. per migliorarmi e migliorare il luogo in cui pongo i miei passi.




24 agosto, 2012

Favola indiana


  I DUE LUPI 


Un veccio indiano Cherokee è seduto difronte al tramonto con suo nipote, quando d'improvviso il bambino rompe l'incanto di questa contemplazione e rivo
 lge al nonno una domanda molto seria per la sua età.
 "Nonno perchè gli uomini combattono?"

 Il vecchio con gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma:
 "Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perchè lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."
 "Quali lupi nonno?"
 "Quelli che ogni uomo porta dentro di sè".
 Il bambino non riusciva a capire, ma attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità.
 Infine il vecchio, che aveva dentro sè la saggezza del tempo, riprese con tono calmo.
 "Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo, vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."
 Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
 "E l'altro?"
 "L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede"
 Il bambino rimase a pensare un istante quello che il nonno gli aveva appena raccontato.
 Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
 "E quale lupo vince?"
 Il vecchio cherokee si girò a guardarlo e rispose con i suoi occhi puliti.
 "Quello che nutri di più".

Dentro ognuno ci sono due lupi, uno buono l'altro cattivo, se noi nutriamo quello cattivo dandogli tutto quello che c'è di brutto nell'uomo, è inevitabile che la persona sarà quello che compie

20 agosto, 2012

Pensiero della sera



La natura non fa nulla di inutile.



Aristotele

I Cristalli





I cristalli sono una forma assunta da certi solidi naturali. Perché nasca un cristallo occorrono dei minerali (uno o più) e dei fenomeni energetici (quali calore, pressione, fusione, fissione): questi agiscono sui primi trasformandoli e facendo assumere loro forme geometriche perfette, straordinariamente regolari. Non sempre i minerali hanno forma cristallina perciò molti aggregati di minerali (rocce) non hanno la struttura geometricamente perfetta dei cristalli.
Per esempio l’oro non ha struttura cristallina, il quarzo si.
Tuttavia qualsiasi minerale presente sulla Terra e qualsiasi aggregato di minerali è stato ed è di continuo assoggettato a “scariche” di energia che il minerale o l’aggregato assorbono, a volte trasformandosi a volte no. Le rocce ignee o eruttive, derivate da magma fuso, sono diventate tali in conseguenza dell’intervento di attività vulcaniche, cioè in conseguenza dell’energia geotermica; le rocce sedimentarie chimiche sono diventate tali in seguito all’accumulo di sostanze contenute nell’acqua e sciolte dall’energia chimica.
L’energia è dunque la causa dell’origine di certe rocce. Anche quando non ne provoca la nascita o la trasformazione, l’energia si accumula comunque in esse in quanto le rocce sono costituite da atomi e, quindi, da centri di energia che non restano passivi di fronte a fenomeni quali il riscaldamento o la pressione. Se il riscaldamento e la pressione sono rilevanti, le rocce si trasformano o si frantumano; se non sono rilevanti, le rocce in apparenza rimangono inalterate, ma nella realtà i loro atomi hanno immagazzinato calore e pressione.
Se teniamo in mano una pietra, questa si riscalda, se la mettiamo nel forno di casa è possibile osservare come già in alcuni casi essa si alteri. Ma ogni alterazione richiede e libera energia.
Ecco dunque il motivo dell’uso dei cristalli per curare il corpo, ma anche la psiche, dell’uomo.
Fra cristalli e l’uomo c’è uno scambio di energia: il cristallo cede la propria e l’uomo la assorbe, ma anche l’uomo cede la propria al cristallo, che la assorbe a sua volta. Se si riflette su questo particolare, si comprenderà il perché della necessità di “pulire” i cristalli che abbiamo appena comperato e di “ripulire” quelli che usiamo.

Classificazione di Rocce e Cristalli

Definiamo comunemente “minerali” i corpi solidi o composti chimici di origine inorganica.
L’insieme di più minerali dà vita alle rocce.
La Terra è composta da una serie di strati sovrapposti, nel cui centro si trova il ferro fuso, avvolto da uno strato di silicati, mentre in superficie vi è uno strato sottile che forma i continenti ed
i fondali marini.
Nella zona compresa tra la crosta terrestre e lo strato superiore dei silicati vi sono i giacimenti di minerali e le rocce.
A seconda dei processi che hanno portato alla loro formazione, le rocce si possono suddividere in tre gruppi:
ignee, sedimentarie e metamorfiche.

1. Le rocce ignee si suddividono, a loro volta, in due sotto gruppi:
  • le rocce intrusive, originate quando lentamente il magma liquido si avvicina alla crosta terrestre
    e si indurisce per raffreddamento;
  • le rocce effusive, originate dall’espulsione e dal raffreddamento veloce del magma dei vulcani all’esterno.

Quando il magma si raffredda e solidifica, si liberano liquidi e gas che contengono minerali che, salendo in superficie attraverso crepe, danno vita molto frequentemente a dei depositi nei quali scorre acqua ad elevata pressione e ad alta temperatura, che origina i cristalli.
I cristalli hanno una determinata struttura interna, dovuta alle molecole che si dispongono in modo simmetrico, e hanno una loro modalità di accrescimento secondo sette sistemi:
cubico, trigonale, tetragonale, esagonale, rombico, monoclino, triclino.
La famiglia dei quarzi comprende una grande varietà di pietre, che coprono tutto lo spettro dei colori del raggio luminoso.
I più importanti minerali che derivano dal processo igneo intrusivo sono:
il Quarzo lalino, il Quarzo Rosa, il Quarzo Fumé, l’Acquamarina, il Granato, la Tormalina, la Pirite, lo Smeraldo, l’Ematite, l’Adularia, l’Olivina.
I più importanti minerali che derivano invece dal processo igneo effusivo, sono:
l’Opale, il Porfido e l’Ossidiana, oltre alle Druse di Quarzo, Ametista e Calcedonio.


2. Le rocce sedimentarie si formano quando i sedimenti danno luogo a strati che si sovrappongono uno all’altro.
Spesso troviamo in questo gruppo anche i fossili. I principali minerali che derivano dal processo di sedimentazione sono:
  • la Calcite, la Malachite, la Crisocolla, l’Azzurrite, il Legno Pietrificato.
3. Le rocce metamorfiche sono le rocce ignee e sedimentarie che sì trasformano per l’alta pressione e temperatura.
A questo gruppo appartengono:
  • i Marmi, il Granito Verde e la Cianite.
Dall’urto delle meteoriti con la crosta terrestre sembra poi che si siano originate le Tectiti.
Di origine vegetale è l’Ambra, che è una resina fossile, mentre i Coralli sono secrezioni calcaree dì molluschi marini.

Fonte: http://www.alkaemia.it/cristalli_cosasono.php

16 agosto, 2012

Aglio


Iniziamo a vedere e a scoprire le proprietà di questa pianta che  tutti abbiamo nella dispensa, e usiamo giornalmente in cucina







NOME SCIENTIFICO
Allium sativiva

FAMIGLIA:
gigliacee

DESCRIZIONE:
L'aglio comunemente coltivato nei paesi dell'Europa meridionale, dove il suo bulbo viene molto usato per insaporire i cibi, è l'Allium sativum, una perenne a radice bulbosa. In Italia crescono spontanee una trentina di specie di aglio, tra cui l'Allium ursinum, l'Allium vineale e l'Allium oleraceum; in tutto il mondo ne sono presenti più di trecento e le piante sono alte da una ventina di centimetri a oltre un metro.

BULBO:
 Generalmente il bulbo dell'aglio da cucina è composto da più spicchi arcuati avvolti da membrane dalla consistenza cartacea, più raramente si presenta formato da un unico spicchio.

FOGLIE:
Le foglie dell'aglio, le cui dimensioni dipendono dall'età del cespo e dalla fertilità del suolo, sono cave, un po'appiattite, rivolte all'indietro, di un bel colore verde intenso e lucente, solitamente sono aromatiche.

FIORI:

Quando fiorisce l'aglio emette un rigido stelo sulla sommità del quale appare l'infiorescenza. Normalmente si evita che vada a fiore l'aglio da cucina, ma altri tipi di aglio sono decisamente decorativi e vengono coltivati proprio per le interessanti infiorescenze a ombrella. I fiori appaiono in tarda primavera, o inizio estate, e possono essere bianchi, rosa, violetti, giallo, porpora o azzurri; durano a lungo anche dopo essere stati recisi. Per ottenere fiori particolarmente belli si consiglia di lasciare indisturbati i bulbi per alcuni anni.
HABITAT:
Le regioni d'origine di questa specie sono le zone temperate dell'emisfero settentrionale.

COLTIVAZIONE:ESPOSIZIONE: L'Allium sativum ama una posizione soleggiata e un terreno ben drenato: i bulbi infatti temono i ristagni d'acqua che, oltre ad impedire il completo sviluppo dei bulbi, favoriscono i marciumi.
L'Allium ursinum invece predilige la mezz'ombra, i terreni boschivi torbosi e umidi.

RIPRODUZIONE:
  I bulbilli, detti comunemente e impropriamente spicchi, si interrano in autunno o all'inizio della primavera avendo l'accortezza di non capovolgerli, ma di mantenere loro lo stesso orientamento che avevano nel bulbo. Si mettono a dimora in file parallele distanti una trentina di centimetri, mentre si lascia tra un bulbillo e il successivo circa una ventina di centimetri. Vanno infine ricoperti con circa cinque centimetri di terra ben sciolta.

CRESCITA:

Per favorire la crescita delle piantine si deve arricchire il terreno con solfato potassico o con cenere di legna, che è ricca di questo elemento gradito a tutti i bulbi. In primavera è importante tener sarchiato il terreno, per mantenerlo smosso ed evitare la crescita delle malerbe. L'aglio non ha particolari esigenze riguardo alle temperature.

RACCOLTA:
L'Allium sativum si raccoglie quando le sue foglie sono seccate, solitamente verso la metà del mese di luglio.
CONSERVAZIONE:

Dopo la raccolta l'aglio va lasciato seccare per una decina di giorni in luogo asciutto e aereato. Si conserva quindi per diversi mesi perdendo solo in minima parte le sue caratteristiche.

PROPRIETA': IN CUCINA:
L'aglio è presente come elemento base in infinite ricette della cucina mediterranea. Chi desidera attenuarne l'odore, che è tanto persistente quanto poco gradito, può masticare qualche foglia di prezzemolo crudo o un chicco di caffè.

SALUTE:
Le proprietà terapeutiche dell'aglio sono note fin dall'antichità: l'Allium sativum, ricco di vitamine, di ferro, di zolfo e di iodio disintossica l'organismo ed esercita un'azione antibiotica. Utile come vermifugo e come disinfettante intestinale depura il sangue, combatte l'ipertensione, previene i raffreddori e migliora la memoria.Le foglie dell'Allium ursinum consumate fresche in primavera al posto del prezzemolo costituiscono un ottimo depurativo e migliorano decisamente l'aspetto della pelle.

CURIOSITA':
Un bulbo d'aglio sotterrato presso ogni cespo di rose non danneggia il soave profumo dei fiori (anzi pare lo intensifichi), ed esercita il benefico effetto di tenere lontani gli afidi, in quanto le radici delle rose assorbono una sostanza, contenuta nell'aglio, che si rivela un insetticida efficacissimo. In caso di siccità è necessario ricordarsi di annaffiare il terreno per facilitare l'assorbimento delle sostanze attive e ottenere lo stupefacente e gradito risultato.

14 agosto, 2012

15 Agosto




Buon Ferragosto a tutti





La parola Ferragosto deriva dal latino, Feriae Augusti, la festa pagana, introdotta in onore dell'imperatore romano Augusto, con cui, dal primo giorno del mese di agosto si celebrava la raccolta dei cereali.
Tale celebrazione, che di solito veniva festeggiata in settembre alla fine del ciclo della stagione estiva, venne spostata dall'imperatore Augusto all'inizio del mese che porta il suo nome.
Le Feriae Augusti si dipanavano tra riti collettivi e banchetti, bevute ed eccessi sessuali, a cui tutti potevano partecipare, comprese schiavi e serve.
Queste festività che raggiungevano il loro picco il 15 del mese, erano così radicate che la Chiesa decise di cristianizzarle, piuttosto che provare a sradicarle.
Così, nel secolo VI, le Feriae Augusti vennero assorbite e trasformate nella celebrazione dell’Assunzione in cielo di Maria Vergine che, terminata la sua vita terrena, fu elevata alla gloria celeste con l’anima e con il corpo.

Frase del giorno...amicizia


Si decide in fretta di essere amici, ma l'amicizia è un frutto che matura lentamente.
Aristotele

12 agosto, 2012

Torino

Torino,città magica Assieme a Lione e Praga per la magia bianca o benefica e
a Londra e San Francisco per la magia nera

Parlare dei misteri di Torino, come città magica, è affascinante ma non semplice perché se da una parte esistono molte ricerche e pubblicazioni che evidenziano alcune sue particolari origini storiche e leggendarie, che a dire degli studiosi esoterici sono indubbi segni soprannaturali, dall'altra parte invece, in contrasto, vi è il positivismo torinese che limita o nega i fatti.
Ci sono fattori non casuali, non fisici, che operano in natura, di cui l'uomo non comprende la vera essenza.
Dalle grandi metropoli ai più sperduti villaggi la magia viene esercitata seppure con diversi criteri.
Torino è considerata in tutto il mondo città magica in virtù di vari fattori tra cui molte sculture simboliche (rosoni, draghi, mascheroni, cani, leoni) collocate in vari punti della città che avrebbero valenza duplice per la magia bianca o benefica (con Lione e Praga) e magia nera o satanica (con Londra e San Francisco) due anime che si combattono aspramente per affermare se stesse, nonché dal trovarsi all'incrocio di due fiumi, il Po e la Dora Riparia, che rappresenterebbero il Sole e la Luna, ma soprattutto sarebbe punto d'incontro di diverse linee sincroniche (ovvero del reticolo molto irregolare di linee o canali energetici percepiti dagli esoteristi che algerebbero il pianeta di cui la scienza non sa dare spiegazioni ma che già anticamente i cinesi chiamavano "schiena del drago") che trova in Torino un luogo geografico come pochi altri simili al mondo.
Le leggende di Fetonte ed Eridano...
Poiché queste leggende sostanzialmente convergono, ci soffermeremo principalmente su quella del principe egizio Eridano.
Secondo Filiberto Pingone, storico e professore all'Università di Torino nel suo trattato "Augusta Taurinorum" del 1675, si attribuisce a Torino una ascendenza egizia rafforzata al ritrovamento nel corso dei lavori di sterro per la costruzione della cittadella fortificata di una lapide con iscrizione dedicata alla Dea Egizia Iside. Anche Emanuele Thesauro (1594 - 1675) storico di corte durante la reggenza di Madama Cristina in Torino, pubblica un libro "Historia della città di Torino" in cui ricordando i miti di Fetonte e del Principe egizio Eridano (considerato questo un semidio fratello di Osiride) già narrati anticamente da Aristotele, Plutarco, Eusebio, Ovidio e altri) sostiene che questo principe egizio dopo aver lasciato la terra di origine per motivi di intolleranza religiosa con la casta sacerdotale avrebbe bordeggiato la Grecia e poi l'Italia costeggiando il Tirreno; sarebbe poi sbarcato con i suoi seguaci in una zona a nord conquistandola e dando a questa il nome di Liguria da quello di suo figlio Ligurio. Successivamente proseguiva verso l'interno e varcati gli Appennini trovava un'ampia pianura in fondo alla quale (presumibilmente su un insediamento celtico esistente) in prossimità del fiume Po che gli ricordava il Nilo, fondava Torino; era il secolo XV a.C. per cui la città sarebbe stata fondata molti secoli prima di Roma! - Torino cominciò quindi ad esistere sotto il simbolo del Dio Api e il Toro venerato a Menfi fu anche il primo Toro di Torino!
L'antico nome Eridano dato al fiume Po sarebbe derivato da quello di una stirpe di Re egizi, gli Eridanei, poi sopraffatti dall'invasione etrusca.
Con l'arrivo dei Romani nel II sec. a. C. l'agglomerato urbano acquisì caratteristiche di città sacra agli Dei mantenendo sempre particolarmente l'impronta di campo militare; in questo periodo inevitabilmente furono occultati tutti i "segreti esoterici" poiché i nuovi arrivati coprivano e distruggevano tutto quanto era possibile relativamente a cultura e memoria dei precedenti abitanti per sovrapporre la propria.
Risulta che il cartaginese Annibale nel 218 A.C. varcate le Alpi fu fermato (malgrado il suo possente esercito di 37 elefanti, 60.000 cavalieri e 20.000 uomini) per tre giorni dai Taurini; la città però fu completamente distrutta. Ai Romani (Augusta Taurinorum) seguirono i Goti, Longobardi, Carolingi, ecc., e poi molto più tardi i Saraceni.
Ritorniamo a parlare di Torino...
Nel corso dei secoli la città ebbe inevitabilmente grandissime trasformazioni, ma la sua caratteristica magica rimase.
Nelle Torri Palatine di Torino avrebbero soggiornato sulla strada dell'esilio Ovidio e Ponzio Pilato; sempre a Torino soggiornarono: Paracelso, Cagliostro, Casanova, e molti altri. Anche Michel Nostradamus (1503 - 1566) medico e astrologo francese vi soggiornò e nelle sue profezie predisse il trasferimento della Sindone a Torino, ritenuta dagli esoterici anche un simbolo magico.
Nel mondo del soprannaturale non si può dimenticare il Dott. Gustavo Rol (1903 - 1994), l'incredibile e riservato personaggio torinese conosciuto in tutto il mondo per le sue straordinarie doti extrasensoriali.
Alcuni punti considerati magici in Torino: - Vicino al fiume Po - Eridano, sui ruderi di un tempio ritenuto dedicato alla Dea Egizia Iside fu costruita nel 1818 sullo stile del Pantheon la chiesa dedicata, si noti, non alla Madonna ma alla Gran Madre di Dio. Questo è considerato punto di massimo interesse esoterico positivo della città ovvero di magia bianca; degno di notevole interesse esoterico sono le due statue collocate a lato della grande scalinata che rappresentano rispettivamente la Fede e la Religione: quella di sinistra in particolare, la Fede, tiene in mano un calice e con lo sguardo pare indichi la direzione dove il mitico e immateriale Graal dovrebbe essere custodito in Torino. - Inoltre secondo Carlo Promis (1808 - 1862) architetto, archeologo e docente alla scuola di ingegneria di Torino nella sua "Storia dell'antica Torino" sostiene che vi furono anticamente nella città templi ed edicole sacre od almeno statue dedicate alle divinità di Giove, Pallade, Apollo, Diana, Mercurio, Iside ed Ercole, ipotizzate sotto le fondamenta di alcune chiese.
Altro punto di massima positività sarebbe la zona di Piazza Castello - Piazza e Giardini Reali con la fontana dei Tritoni e delle Nereidi.
Le due statue poste all'ingresso della Piazza Reale rappresentano due divinità greche a cavallo: i Dioscuri Castore e Polluce, gli eroi mitologici greci fratelli gemelli, figli di Zeus (Dio Giove) questi simbolicamente rappresenterebbero la luce e le tenebre, i poli opposti che permetterebbero al mondo di esistere e che fanno sì che ci sia la vita perché c'è la morte.
Invece la Piazza Statuto con al centro il monumento ai caduti per il traforo del Frejus e un piccolo obelisco dedicato a G. B. Beccaria (autore nel 1774 dell'opera geodeta "Gradus Taurinensis") con alla sommità l'astrolabio, sarebbe punto di massima negatività dovuto anche al fatto che qui anticamente era la Val Occisorum, cioè il luogo delle esecuzioni capitali, e infatti in questa zona durante lo scavo per la costruzione della ferrovia venne ritrovata una antica necropoli.
Non si può poi dimenticare che in alcuni palazzi storici del centro città, aleggerebbero tuttora secondo la fantasia popolare fantasmi di celebri personaggi, particolarmente in Palazzo Reale, Palazzo Barolo e al Museo Egizio.
Quindi perché Torino è considerata la capitale della magia?
Forse per le energie positive e negative che le si attribuiscono? Gli esoteristi dicono che già nel nome può trovarsi il presagio, il destino, e che tutto sta nel tormentato rapporto tra l'ignoranza dell'uomo e le ignote forze del cosmo. In proposito secondo gli esoteristi, molti eventi di Torino avrebbero una componente esoterica.
Torino oltre che prima capitale d'Italia è sempre stata una fucina di idee per l'anticipazione del futuro. La prima automobile in assoluto fu la trasformazione di una carrozza di corte effettuata dal Capitano Virgilio Bordino che fece il giro di prova in Piazza Castello il 7 maggio 1854 dotata di una caldaia a vapore funzionante a carbone; l'industria dolciaria ha qui radici antichissime, raccontate addirittura da Plinio (primo sec. d. C.). La prima linea aerea italiana con l'idrovolante fu la Torino - Venezia - Trieste. L'Eiar - Rai tv, l'industria cinematografica, quella telefonica, la moda e tante altre attività nate e sviluppate a Torino sono state poi purtroppo trasferite quasi completamente altrove, quasi avessero esaurito il loro compito nella città guida e laboratorio; è pure sede dell'importantissimo Museo Egizio, ma Torino è anche famosa per i suoi martiri e i grandi Santi Sociali, per il miracolo dell'Ostia del Corpus Domini e per la presenza della S. Sindone. Il Papa Giovanni Paolo II durante una sua visita ebbe a dire: "Torino è una città di Santi e di Luce, quindi dove c'è la luce occhieggia anche il demonio".
Nel 1975 nasce in un circolo esoterico di Torino, l'idea di realizzare una città-comunità esoterica e nel 1976 in Val Chiusella, (zona ritenuta punto d'incontro di linee sincroniche) nel comune di Baldissero C.se a 40 km a nord di Torino viene dato l'avvio alla realizzazione di Damanhur (Città della Luce); qui vicino è stata pure realizzata in 20 anni di lavoro volontario dei damanhuriani una grande e spirituale opera d'arte sotterranea chiamata "Tempio dell'Uomo".
Abbiamo cercato di dare, seppur brevemente, qualche cenno sull'assieme delle peculiarità, concomitanze e fenomeni, relativi alla nomea di Torino città magica, ai più sconosciuti e difficilmente dimostrabili se non con le percezioni di molti sensitivi; prima di esprimere qualsiasi giudizio si deve quindi prendere atto della infinita limitatezza della nostra conoscenza umana non normalmente preparata a percepire i misteri di carattere soprannaturale.

Informazione di copyright: Si ringrazia Giuditta Dembech per avere cortesemente acconsentito all'uso dei materiali impiegati per la realizzazione di questa pagina, tratti dai suoi libri "Torino città magica", volumi 1 e 2, edizioni Ariete Multimedia - Torino.
Fonte: http://www.comune.torino.it/canaleturismo/it/curiosare/magica.htm

Parliamo di

La signora di Avalon
Libro scritto da Merion Zimmer Bradley e Diana  Paxson
Questo libero, in ordine narraitvo, è il seguito di LeQuerce di Albion, e precede La sacerdotessa di Avalon e Le Nebbie di Avalon

Trama
La trama si divide in 3 parti, a notevole distanza di tempo l'una dall'altra, ma accomunate dall'ambientazione di Avalon. Nella prima parte (inizio II secolo d.C.) Caillean conduce il figlio di Gaio ed Eilan, Gawen, nell'isola di Avalon, avendo promesso a sua madre di rifondare laggiù la comunità drudica; verrà però contattata dalla leggendaria signora dei Faerie, che le ordinerà di prendersi cura di sua figlia Sianna, che inizierà Gawen alle arti mistiche; nella seconda parte (fine III secolo d.C.) Dierna assiste al compiersi della profezia con il matrimonio tra Teleri, principessa dei Durotrigi, e Carausio, ammiraglio romano di origini belgiche, dal quale otterrà la promessa di difendere la Britannia dalle incursioni dei Sassoni; nella terza parte (metà del V secolo d.C. la giovanissima Viviana viene convocata ad Avalon da Ana, Somma Sacerdotessa, per iniziarla come sacerdotessa. In una Britannia abbandonata dai Romani e saccheggiata dai Germanici, Viviana cercherà nel matrimonio con Vortimer, figlio del re Vortigern, il compimento della profezia sull'avvento del Difensore che salverà l'isola dai pericoli in cui grava.


E' tornata


......da una settimana, la micia tigrata è tornata...Era un anno che non la vedevo,e spesso in questi mesi avevo pensato a lei, a quanto magra l'avevo vista l'ultima volta, convinta che non avrebbe superato l'inverno, questo inverno passato, che ha portato con se tanto freddo e neve, ed invece eccola spuntare dal giardino con il suo piccolo batuffolo nero, l'unico rimasto a quanto son riuscita a sapere.
Le porto da mangiare due volte a giorno e lei mi gratifica con le sue visite, onorandomi della sua fugace presenza assieme al suo piccolo.Ci guardiamo negli occhi, parole che non troveranno mai la libertà nel vento, ci uniscono.In quegli occhi gialli mi perdo ...svanisco nel suo mondo e la ringrazio per quello che riesce a darmi, benchè, come tutti i gatti sia timorosa e mai si fida ad avvicinarsi per poterle regalare una carezza.La saluto ogni mattina e ogni sera, certa che quel saluto la protegga a la porti a me il giorno seguente