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14 gennaio, 2013

IMBOLC




Imbolc (pronunciata im.olk, in irlandese, letteralmente ‘in the belly’ of the Mother, nel ventre della Madre Terra, e chiamata anche Oimelc o Brigantia) o AMBIVOLCIOS (in gallico antico, che significa “attorno al levatoio” in antico celtico) è la prima delle tre feste celtiche dedicate alla primavera, essendo le altre Alban Eiler (21 Marzo) e Beltain (1° Maggio), e si festeggia il primo ed il secondo giorno di Febbraio.
 Generalmente, la festa cominciava il 31 gennaio, poichè per i Celti i giorni cominciavano dalla notte (vedi anche Samhain o Halloween - 31 ottobre) ed aveva il suo culmine probabilmente il 2 Febbraio, quando il giorno diviene visibilmente più lungo e la luce comincia a vincere la battaglia contro le tenebre.

 L’ Imbolc infatti, si colloca a metà tra la notte più lunga dell’Anno del Solstizio d’Inverno (21 dicembre), e l’Equinozio di primavera (21 Marzo), quando la notte è lunga come il giorno. L’inverno celebra ancora il suo trionfo, i corsi d’acqua, i laghi e le fontane sono ghiacciati , i prati e gli alberi sono ricoperti di brina, la natura scintilla sotto un manto di freddo che pare congelare la vita.
E’ la prima delle tre celebrazioni della primavera, poichè che essa ha luogo al momento della prima comparsa dei bucaneve, e delle prime avvisaglie del disgelo e della scomparsa delle scorie dell’inverno. Il sole bambino nato dalle profondità dell’inverno solleva il suo volto e la terra è toccata dai primi raggi di calore.

 Il nome gaelico sembra riferirsi al “latte di pecora” che scorre quando nascono gli agnelli, proprio in questo periodo dell’anno. Questa festa era dedicata alla dea Brighid figlia del Dio Buono il Dagda (Brigantia figlia di Dagodevos), la Dea dei poeti, dei guaritori, delle levatrici, e alle forze femminili presenti in natura e cadeva nel mese Ogham del Salice, albero femminile per eccellenza. Essendo la dea Brighid, Brigit, Bride, Brigida (in Irlanda e parti della Scozia) signora della poesia, era anche la festività dei bardi e delle competizioni poetiche. La festa di Imbolc venne trasformata dal Cristianesimo nella Vigilia della Candelora (il momento della presentazione del Cristo al Tempio), consacrata alla Vergine Maria e a Santa Brigida. In Galles la festa viene chiamata Gwyl Fair (Festa di Maria), oppure nell’alternativa più recente Gwyl Forwyn, “festa della vergine”, anche se alcuni druidi, perfino i pagani, utilizzano il termine Candelora.. Anche se Imbolc era una festa della primavera, le condizioni atmosferiche, specialmente nelle terre di Keltia, non erano ancora tra le più favorevoli per festeggiare all’aperto, perciò la sacralità di Oimelc veniva vissuta particolarmente in famiglia, coi ragazzi e le ragazze che intonavano canzoni e preghiere alla dea Brighid. Era anche la festa delle nascite, non solo degli agnelli, ma anche tra gli umani, in quanto nove mesi prima, tra gli eccitanti fuochi di Beltain, le coppie usavano salutare l’arrivo dell’estate.

E' la festa della Fanciulla, come aspetto della Dea, perchè da questo giorno fino al 21 Marzo, inizia la stagione per prepararsi alla crescita e al nuovo che giunge. Il serpente di Brighid emerge dal ventre della Terra per testare la temperatura dell'ambiente e in molti luoghi il primo Croco e la Margherita nascono nella terra ghiacciata.
La Fanciulla viene onorata come la Sposa durante questo Sabbat. Nelle antiche tradizioni pagane venivano fatte delle piccole bamboline di grano o di spighe e messe in dei cestini con un fondo di fiori (come vi farò fare nel rituale). Le giovani donne portavano queste ceste di porta in porta e venivano posti all'interno dei doni. Dopo la festa tradizionale, le donne più anziane facevano delle speciali bacchette per le bamboline da tenere tra le mani e poi venivano arse. Alla mattina venivano controllate le ceneri per verificare se le piccole bacchette avevano lasciato dei segni comeda considerare degli omen.

Questa è anche la festività dell’anno celtico adatta alla visualizzazione dei nostri progetti, dei nostri sogni ancora astratti ed avvolti nella speranza. Le candele vanno infuse di amore, sogni, preghiere.
Per i Celti l’Albero protettore del giorno dedicato a Imbolc era la Betulla, che era sacra alla dea Brigit, patrona anche delle nascite (dei bimbi concepiti a Beltane), essa era quindi, come affermato più volte, la messaggera della nuova vita che si affaccia al mondo, come la betulla, che é considerata un albero colonizzatore del bosco, si diffonde spontaneamente, resiste al freddo e occupa i terreni inviando i propri semi ovunque.

Un altro simbolo tradizionale di Imbolc è l'aratro. In alcune zone, questo è il primo giorno di aratura per preparare il terreno al raccolto. Un aratro decorato viene portato di porta in porta, con a bordo dei bambini in costume che chiedono cibo, bibite o soldi. Se il vicino rifiuta di dar qualcosa, gli viene arato il giardino coltivato con i fiori. In altri luoghi, l'aratro è decorato e viene cosparso di whiskey (l'acqua della vita.) Pezzi di formaggio e pane sono lasciati accanto all'aratro e vengono quindi offerti agli spiriti della natura

Per i druidi di ieri e di oggi è la sacra festa in onore della donna, ed il rito praticato ancora oggi dai gruppi druidici è particolarmente gentile, bello, garbato ed intessuto di poesia. Un rituale adatto ad Imbolc consiste nel prendere una candela bianca e piantarla in un calderone pieno di terra, oppure immergerla in uno pieno d’acqua (che simboleggiano il corpo della dea o le acque dell’utero femminile). Oppure si può onorare la Dea Madre con otto candele che emergono dall’acqua al centro del cerchio della cerimonia.
Una volta accesa la candela si medita e si ringraziano le nostre madri e le madri delle nostre madri.



Brighid (chiamata anche Brigid, Brigit, Bridget ecc.) è la dea celtica del fuoco, dell'ispirazione, della creatività, fertilità e della guarigione. Era molto importante per i popoli irlandesi, talmente importante che quando la chiesa cattolica divenne il culto dominante in quella zona, non potette essere demonizzata e fu canonizzata come Santa Brigida, la matrona delle arti e della guarigione. Anticamente le sacerdotesse di Brigit tenevano i fuochi accesi a Imbolc e questa tradizione è stata mantenute dalle suore per molti secoli in onore della nuova santa.
L'aspetto dolce e fanciullesco di Brigid la rendono la perfetta come dea del focolare. Le case di tanti infatti le sono dedicate ed esistono molte benedizioni in suo onore che hanno come tema il focolare. Le ceneri e i tizzoni venivano spesso depositati sulle campagne in suo onore, invocando la sua fertilità e benedizione. Inoltre nelle case, quando c'era una festa veniva tenuto un posto a tavola per la Dea.
Imbolc come rinnovamento della luce, ci ricorda l'importanza del nostro personale rinnovamento. Utilizziamolo da tradizione, per rinnovare le idee e i progetti dei prossimi mesi. Dovrebbe essere il momento della revisione di Yule, la ricerca della nuova ispirazione e illuminazione, la celebrazione delle idee appena nate. E' un momento di autoconsacrazione, per questo molti pagani scelgono questo sabbat come iniziazione o riconferma delle proprie idee. E' anche il momento giusto per la purificazione personale e della casa.
Questo Sabbat inoltre onora la luna come fonte di fertilità per i mesi a venire. L'inverno ancora freddo si risveglia e inizia a sentire l'eccitazione della vita. E' il tempo per i cambiamenti fatti sotto la superficie, quelli nascosti. E' il tempo dell'anno per prendere un impegno o per disfarlo. E' tempo di guardare avanti con speranza e gioia per quello che sta per arrivare.

Corrispondenze :
Simboli
Bamboline di grano, Scope, Candele, Fiori bianchi
Divinità
Tutte le divinità fanciulle e vergini, Brighid, Aradia, Athena, Inanna, Gaia e Februa, tutti gli Dei dell'amore e della Fertilità, Aengus Og, Eros e Februus.
Cibi tradizionali
Semi di zucca, semi di girasole, pane, tutti i latticini, peperoni, cipolle, aglio, uva passa, curry, i vini speziati e i thè di erbe.
Colori
Bianco, Rosa, Giallo, Marrone chiaro e verde pastello
Erbe
Angelica, Basilico, Alloro, Calendula, Iris, Mirra, Violette e tutti i fiori bianchi e gialli
Incensi
Basilico, Alloro, Cannella, Vaniglia, Mirra
Pietre
Ametista, Rubino, Onici e Turchesi
Animali
Rondini, Pecore, Agnelli, Cervi
Oli
Gelsomino, Garofano, Neroli, Oliva
Attività
Accensione di candele, raccogliere cristalli.


fonte http://guide.supereva.it/druidismo/interventi/2005/01/192670.shtml

17 settembre, 2012

Si avvicina Mabon....Equinozio d'Autunno


Equinizio, antica parola latina che significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno. 22 settembre finisce l’estate e inizia l’autunno. Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli. In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutto la terra. L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole. Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta. Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.
Il 22 settembre è arriva l’Equinozio, un momento particolare. L’Estate lascia il passo all’Autunno, e questo non è solo un momento dell’anno, ma qualcosa di più importante. È anche una dimensione della vita di ogni essere vivente, che si muove lungo le proprie stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite. Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino, la scintilla di Luce è sempre dentro di noi…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermaci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.


LA TRADIZIONE DRUIDICA
Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua). Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio. Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi. L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.


LA TRADIZIONE CELTICA
Nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti. Scrive Maria Giusi Ricotti nel suo sito: "Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni. Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi sacrificati" per dare la vita agli uomini."





LE TRADIZIONI CLASSICHE
Nel calendario agricolo contadino, purtroppo, poco o nulla è rimasto delle ritualità festive autunnali e bisogna aspettare la fine di ottobre con Ognissanti per trovare ancora gli antichi riti di passaggio rurali e pagani.E sono propio i Misteri Eleusini la controparte mediterranea ai riti di passaggio verso la stagione infera.




LE TRADIZIONI EQUINOZIALI AUTUNNALI COMUNI
Con uno sforzo di sintesi che non rende giustizia alla profondità di tali tradizioni, quello che viene rivissuto ciclicamente ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra – intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero – che sta sotto.La coscienza – conoscenza che se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto (Giovanni, 12, 24) estende il concetto di fertilità al ciclo eterno di Vita – Morte – Vita e alla consapevolezza che solo dalla morte può nascere una nuova esistenza, solo dalla decomposizione può risorgere il nuovo, il cambiamento. Non a caso Mabon è il tempo del seme. E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare. E’ il tempo di essiccarli all’aria e all’ombra, di conservarli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli.




Fonte pubblicata da Calabria Pagana




Corrispondenze Lunari
Luna di Granturco, Luna dei semi, Luna dei venti.

Simboli
Un cesto di foglie cadute, Pigne, La ruota dell'anno, Vino, Lupi, Zucche e Cornucopie

Divinità
Le Dee del raccolto, Persefone, Thor, Mabon, L'uomo silvestre

Colori
Marrone, Arancione, Oro, Bordeux

Cibi tradizionali
Frutta autunnale, Granturno, Vini, Sidro, Radici (carote, patate, cipolle)

Erbe
Cedro, nocciolo, edera, granturco,pioppo, ghiande, cipresso, pigne, achillea, calendula, salvia, camomilla, foglie di mandorlo, frutto della passione, incenso, girasole, grano, mele secche.

Alberi
Meli, noccioli

Lama dei tarocchi
L'eremita, arcano maggiore nove

Incenso
Mirra, salvia, pino. Potete anche mischiare calendula, frutto della passione e la felce con la mirra o l'incenso per un incenso di mabon.

Cristalli
Ametista, Topazio, Corniole, Zaffiri, Ambra, Cristallo di Rocca, Peridoto, Avventurina.

Il tema è bilanciare le polarità, quindi il suggerimento è di fare qualcosa che riguardi l'equilibrio nella vostra vita. Gli elementi maschili e femminili della vostra personalità hanno bisogno di uguale rispetto ed espressione. La notte di Mabon, quando le ore di luce e le ore di oscurità sono equivalenti, è una notte per onorare l'equilibrio della Dea e del Dio (magari invocando Persefone e Dionisio) e l'armonia della materia e dello spirito, celebrando non solo la vita spirituale del mondo prossimo, ma anche la fisica di questo mondo. È anche tempo per fermarsi a riflettere, rilassarsi e apprezzare i frutti dei propri personali raccolti. È un

periodo per porre fine ai vecchi progetti mentre ci si prepara al periodo dell'anno in cui è bene esplorare la propria interiorità. Il lavoro magico dovrebbe essere di protezione, prosperità, sicurezza e fiducia in sé stessi. Mabon è considerato tempo dei misteri. È il momento di onorare le divinità anziane e lo Spirito. Le divinità vengono ringraziate per i loro doni, auspicando il futuro ritorno dell'abbondanza per gli anni successivi, ricordandoci di lasciare una parte del nostro banchetto per la Terra e le sue creature: tutto ciò che di commestibile abbiamo messo sulla tavola di Mabon per adornarla e ciò che è avanzato dal banchetto, verrà portato all'aperto ed offerto ad animali ed uccelli in segno ulteriore di ringraziamento verso la Grande Madre Terra che ci ha elargito i suoi doni. Gli incensi per l'equinozio d'autunno includono benzoino, mirra, pino, salvia, ibisco e petali di rose.

I petali di rosa e la salvia possono essere messi anche sulla tavola, a patto che non siano freschi. Le erbe associate con questa festività sono il grano, le foglie di vite e di quercia. Si possono bruciare i cardi (il significato è che il divino si trasforma nel suo aspetto di Donna Saggia e Cacciatore). Le decorazioni tipiche di questo periodo dell'anno includono anche la cornucopia, ovvero il corno dell'abbondanza, ricolmo e straripante dei frutti dell'anno, a significare in modo simpatetico l'abbondanza dei doni della Madre. Durante il rituale si possono invocare gli elementi singolarmente e riconoscerli, ringraziandoli, per le loro influenze benefiche.

Salutateli innalzando il calice per ognuno di essi: “Alla Terra: per la stabilità, per l'aiuto nel mantenere la casa, la salute, il lavoro ed il benessere All'Aria: per l'ispirazione che aiuta nella conoscenza e nella comprensione Al Fuoco: per l'energia che aiuta a sostenere la spinta dell'ambizione di cui necessitiamo per portare a termine i nostri progetti All'Acqua: per lo scorrere gentile che aiuta a mantenere la calma e l'equilibrio emotivo nei rapporti.“ La Dea appare in veste di Madre dell'Abbondanza, Madre della Terra e Regina del raccolto. Il Dio è visto come Mabon, il Padre del Cielo, Re del Grano e Signore del raccolto.

Il Signore e la Signora regnano sulle celebrazioni del ringraziamento che inizia al tramonto e perdura per tutta la notte. La tavola, imbandita con tovaglia e tovaglioli di colori autunnali, con candele rosse o marroni, può essere decorata con erbe secche, castagne, noci, more, ghiande, mais, fiori di girasole e foglie autunnali. Non devono mancare biscotti di farina di avena, mandorle e vino per ringraziare gli antenati. Pietanze tradizionali sono il pane di grano, i fagioli, le patate e le zucchine al forno. Il fuoco viene acceso con le foglie secche che si raccolgono in giardino. Sono molto indicati in questo periodo gli esercizi di rilassamento e di meditazione. Se ne avete la possibilità, concedetevi una breve vacanza con l'esclusivo scopo di riposare. L'equinozio d'autunno è il periodo ideale per passeggiate ed escursioni in campagna e in collina, per salutare la Natura che si prepara al letargo.

Rito di Mabon
Mabon, l'equinozio d'autunno, è celebrato in molti modi in tutto il mondo. E' un giorno di equilibrio, con uguali quantità di tenebre e luce, ma presto arriverà l'inverno. In alcune tradizioni wiccan, segna il momento in cui il Re Sole discende negli inferi, dai quali rinascerà a Yule. In molti pantheon, la mela è un simbolo del Divino. Gli alberi di mele rappresentano saggezza e buoni consigli. Questo rituale con le mele vi darà l'occasione di ringraziare gli Dei per la loro abbondanza e benedizione, e per godervi la magia della terra prima che i venti dell'inverno comincino a spirare.

-Decorate il vostro altare con simboli della stagione -- un cesto di zucchine o piccole zucche, foglie colorate, ghiande, viti, grappoli d'uva o mirtilli. Avrete anche bisogno di un paio di candele arancioni a simboleggiare il raccolto, una coppa di sidro o vino, e una mela.
Se la vostra tradizione richiede la tracciatura del cerchio, fatelo adesso.

-Accendete le candele per il raccolto. Voltatevi verso l'altare e tenete la mela con tutte e due le mani. Se potete celebrare questo rito all'aperto, sollevatela verso il cielo e sentite la saggezza e l'energia degli Dei giungere a voi. Dite:
La mela è sacra, è un simbolo degli Dei,
e custodisce in sé la conoscenza degli antichi.
Questa notte io chiedo agli Dei di benedirmi con la loro saggezza.
Tagliate la mela in due, in orizzontale. Dove ci sono i semi, vedrete una stella a cinque punte. Prendete le due parti e ponetele al centro del vostro altare.

Dite:
Cinque punte in una stella, nascosta all'interno.
Una per la terra, una per l'aria, una per il fuoco,
una per l'acqua, e l'ultima per lo spirito.
Volgetevi a nord, le braccia alzate verso il cielo, e dite:
Il mondo scorre dalla luce alle tenebre,
ed i campi dorati della terra recano la promessa
di cibo e nutrimento per tutto l'inverno.
Volgetevi ad est e dite:
Io sto sulla soglia dell'oscurità,
e so che la brezza estiva lascia il passo ai brividi d'autunno,
che portano con loro le vampe di colore nelle chiome degli alberi.

-Poi, volgetevi a sud e dite:
Io invoco i saggi, gli antichi Dei,
come il sole s'allontana ed il fuoco si consuma,
per essere rimpiazzati dal gelo della notte.
Infine rivolgetevi ad ovest e dite:
Io rifletterò sulla guida degli Dei,
e mi lascerò lavare dalla fredda pioggia d'autunno,
che purificherà il mio cuore e la mia anima.

- Levate al cielo la coppa di vino o sidro, e fate un brindisi agli Dei. Dite:
Questa notte il Dio selvaggio torna al grembo della Madre.
La Dea Madre diventa oggi l'Anziana Signora.
Come gira la Ruota dell'Anno, ogni giorno di più questa terra muore.
Volontariamente seguo gli Dei nelle tenebre,
dove mi veglieranno, mi proteggeranno, mi terranno al sicuro.
Prendete un sorso dalla coppa, e mentre bevete il vostro vino/sidro, pensate al potere e all'energia del Divino, in qualsiasi aspetto abbiate deciso di onorarlo.

-Spegnete una delle candele, e dite:
Il Dio selvaggio è sceso a riposare nell'oltretomba.
Io guardo all'oscurità per rinnovamento e rinascita.
Spegnete l'altra candela, e dite:
La Dea Madre entra nel suo aspetto più potente.
Lei è l'Anziana, la saggia, ed io domando la sua benedizione.
Rimanete al buio per un momento. Riflettete su tutti i cambiamenti che avverranno, e su quelle cose che invece resteranno immutate. Sentite l'energia degli Dei mentre entrate in comunione con loro, e sappiate che anche se l'inverno incalza, la luce tornerà. Quando siete pronti, terminate il rituale.

Lasciate le mele sul vostro altare tutta la notte, e il mattino seguente lasciatele in giardino come offerta alla terra.

Fonte: pubblicata da Calabria Pagana

10 agosto, 2012

Wicca

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La Wicca è la religione delle streghe, una religione che si concentra attorno al rispetto della Natura nella quale vengono riconosciuti il Dio e la Dea. Molte delle tecniche Wiccan sono di origine sciamanica, quindi può di buon grado essere definita come una religione sciamanica, anche se oggi sono state abbandonate le dure prove del dolore, e l'uso di allucinogeni in favore di canto, meditazione, della concentrazione, della visualizzazione, della musica, della danza della invocazione e del dramma rituale.
Con tali tecniche spirituali la strega raggiunge uno stato di concentrazione e di elevazione spirituale. La Wicca insegna che la Natura include uno spettro di stati mentali e spirituali, dei quali molti di noi ignorano l'esistenza. Un rituale Wiccan efficace consente infatti si scivolare in questi stati consentendo la comunione con la Dea e il Dio.
La wicca non vede le divinità come entità distanti, al di sopra della realtà sensibile. La Dea e il Dio sono immanenti, sono entrambi dentro di noi e si manifestano in tutta la Natura. Non vi è nulla che non sia degli Dei. Si può dire quindi che la Wicca aiuti chi la pratica nella comprensione dell'universo e del proprio posto in esso.
I templi wiccan sono i prati fioriti, i boschi, le foreste una spiaggia, ogni volta che un wiccan si trova all'aperto è circondato dalla divinità.
Vengono venerati il Dio e la Dea , dualisticamente (anche se non in tutte le correnti wicca) e tenendoli in eguale considerazione , essi sono affettuosi e amorevoli e non distanti ma presenti in natura.
Come altre religioni anche la Wicca crede nella reincarnazione la spirale è simbolo di nascita e continua rinascita come in un vortice eterno, inoltre la Wicca utilizza magia religiosa. Attraverso la preghiera alle divinità espandono la concentrazione proiettando all'esterno le energie e col tempo esaudire le proprie preghiere.
La Wicca è una religione che abbraccia anche la magia. Il punto focale della Wicca è una unione gioiosa con la Natura (non esistono dei malvagi a cui addossare le colpe dei propri fallimenti, il wiccan è responsabile delle proprie azioni che sono in armonia con i propri ideali), una fusione con gli Dei e le Dee e le energie universali che hanno creato tutto ciò che esiste. La Wicca è una personale e positiva celebrazione della vita.
bibliografia:
http://portale.wicca.it


Fonte http://www.lollymagic.it/defaultxhtml/qs_Angolo-Wicca-La-storia/La+storia.html

08 agosto, 2012

Celtismo o Druidismo

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Druidismo



Paganesimo Moderno
Il "Paganesimo Moderno" è una macroreligione che raggruppa più religioni, alcune di queste sono a loro volta suddivise in tradizioni o sentieri. Una religione, una tradizione o un sentiero, può definire se stessa "pagana moderna" se: politeismo è politeista, ovvero considera l'esistenza di più entità divine, siano esse autonome ed indipendenti o manifestazioni di pluralismo teologico (divinità che variano nome o sesso o attributi nel tempo, con le stagioni, o che conservano più volti/identità a seconda delle occasioni o anche "localizzate" in luoghi o ambiti specifici); riconosce, fra altro, alla natura divina principi sia maschili che femminili,senza limitazioni teologiche; in generale non si riconduce tale politeismo in un "uno" che racchiude tutti, sebbene alcune correnti preferiscano pensare in modo generico ad una "Dea" ed un "Dio", potendosi definire de facto un duoteismo; è importante citare però anche qualche corrente che non esclude una riduzione ad Uno o ad un "panteismo ateistico"; natura come teofania considera la natura (comprendendo anche, ma non esclusivamente, l'essere umano e le sue capacità) come una teofania, una manifestazione del mondo divino, cioè non come oggetto passivamente "creato" dalle divinità, ma come parte delle divinità stessa, come attributo sostanziale delle divinità o addirittura parte fisica o sacra alle divinità: ovvero considera il mondo terreno come il principale e più importante teatro della vita, luogo dove si attua il fine massimo della spiritualità e del precetto religioso; la vita stessa è considerata sacra; spesso è "animista" a vari livelli (in modi e pesi differenti a seconda delle tradizioni o sentieri); ciclicità del tempo vede la vita come una serie di cicli, anche innestati uno dentro l'altro, quindi non negando, anzi considerando importante, un cammino evolutivo personale e sociale; rifiuta l'idea di un tempo lineare (e tutta l'escatologia che ne deriva); rapporto con il divino il fedele ha (deve stabilire) un rapporto diretto con il mondo divino, senza necessità di intermediazione da parte del sacerdote/congrega/gruppo, il quale è opzionale alla fede ma necessario esclusivamente al mantenimento della memoria e del cammino e comunque non rappresenta mai un tramite con la divinità: anche per questo, il percorso che ognuno porta avanti è personale, non esiste un modo unico o assoluto di rapportarsi al mondo divino né, tanto meno, una verità assoluta; etica relativa ha un'etica relativa e non assoluta, cooperativa, basata su Integrità, Responsabilità, Rispetto e Crescita personale; non ammette l'esistenza di un male incarnato, o un bene incarnato, ma li considera solo diversi volti della realtà; in particolare, il Rispetto implica che virtualmente nessun pagano fa "proselitismo" e che ogni singolo essere umano (e non solo) viene rispettato, e mai schiacciato sotto un'organizzazione di tipo ecclesiastico (non presente nel Paganesimo Moderno) o il mondo divino; stregoneria Solo alcuni sentieri pagani rispondono a questo punto, esso è però importante e quindi lo cito fra quelli primari: la Stregoneria raccoglie quelle tradizioni o sentieri che considerano la religione un mondo completamente orientato al praticante, che inizia nel fedele e trova in esso e solo in esso il proprio senso: non esiste dottrina al di fuori dell'insieme delle esperienze vivibili dal fedele, la "fede" è quindi un'esperienza vivibile e vissuta, e la divinità è una esperienza vivibile e vissuta. L'accento qui va posto sull'"esperienza" diretta anche "sensoriale" della realtà, del mondo, della divinità, del sacro. festività Anche se vi sono varie differenze e considerando che molti sentieri pagani più orientati al mondo classico hanno anche altre festività specificatamente dedicate a particolari divinità, in generale (al di là dei nomi che uso qui, che sono quelli basati sulla tradizione celtica usati dalla maggior parte dei Wicca) i giorni dell'anno considerati festivi dai Pagani Moderni sono: Sabbat (la ruota dell'anno) Equinozi e Solstizi Imbolc, Beltane, Lughnasadh, Samhain Esbat (i giorni di Luna Piena) Mentre i secondi possono essere presi solamente da un lunario, i primi sono ragionevolmente fissi (con scarti di un giorno dovuti al calendario gregoriano, cioè il giorno bisestile): 2 febbraio - Imbolc 21 marzo - Ostara (equinozio di primavera) 30 aprile o 1 maggio - Beltane 21 o 22 giugno - Litha (solstizio d'estate) 31 luglio - Lughnasadh 21 o 22 settembre -Mabon (equinozio di autunno) 31 ottobre - Samhain 22 dicembre - Yule (solstizio d'inverno) Come si può ovviamente notare sono festività legate ai cicli naturali. Fonte: http://www.paganesimo.it/paganesimo.html

05 agosto, 2012

Sciamanismo

Lo Sciamanismo è la forma di spiritualità più antica, risalente ad almeno 40.000 anni fa e diffusa su tutto il pianeta. A causa delle persecuzioni messe in atto dalle maggiori religioni e dal potere politico, lo Sciamanismo è quasi del tutto scomparso, riuscendo, però, a mantenere la sua funzione nelle società tribali in Mongolia, Sudamerica, Nordamerica, Birmania, Australia, etc.
Grazie in particolare a Michael Harner, antropologo che per oltre quarant’anni ha condotto studi presso tribù in diverse parti del mondo, lo Sciamanismo e le sue antiche pratiche sono stati riscoperti: egli ha sviluppato un approccio basato su principi e metodi dello Sciamanismo tradizionale per applicarsi a problemi di vita e salute dell’uomo moderno. Questi studi gli hanno permesso di affermare che lo Sciamano è colui che è in grado di viaggiare tra la realtà ordinaria (stato cosciente) e la realtà non ordinaria, cioè nei mondi che si raggiungono in uno stato di trance controllato. Lo Sciamano si muove attraverso questo mondi con l’aiuto di spiriti-animali di potere e di spiriti aiutanti. Si compie questo viaggio per contattare varie entità nelle realtà spirituali allo scopo di ottenere conoscenza e guarigione; nello Sciamanismo la conoscenza realmente significativa viene ottenuta da ciascuno attraverso la comunicazione con i propri spiriti protettori. Possono essere trasmesse delle tecniche sciamaniche, ma si è Sciamani solo attraverso una chiamata da parte degli spiriti, alla quale non ci si può sottrarre; sono loro, in realtà, a dare conoscenza e potere che vanno ben al di là della tecnica e del rituale. La guarigione Sciamanica mira a restituire all’individuo il proprio potere spirituale e a ristabilire armonia dove c’era separazione e squilibrio. La guarigione si articola secondo due direzioni fondamentali:
 •Reintegrare nella persona ciò che le manca o è stato perduto
 •Estrarre dalla persona ciò che non le appartiene

Fanno parte della prima modalità il recupero dell’Animale di Potere ed il recupero dell’Anima; la seconda modalità di guarigione comporta, invece, l’estrazione di energie esterne che, introdottesi nel corpo, fanno ammalare la persona. Tutto avviene nella realtà non ordinaria, ossia nel mondo spirituale.
Poiché lo Sciamanismo si occupa dell’aspetto spirituale della malattia, mira a curare la mente ed il corpo in modo unitario, per ristabilire il legame profondo ed atavico tra l’individuo ed il cosmo. Questa visione spirituale dell’esistenza vede la Terra come entità viva e cosciente, in cui tutto è in connessione ed in relazione.





Fonte: http://www.sowelo.it/sciamanismo.html?gclid=CJysurS-zbECFcNN3wodK0QAqA