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14 gennaio, 2013

BETULLA

Betulla: nome

Betula Pendula – Betulaceae




Betulla: proprietà

Le foglie di betulla sono utilizzate in fitoterapia per le proprietà diuretiche e depurative, conferite dai flavonoidi, ossidi sesquitepenici, tannini (leucoantocianidine), Vitamina C, acido betulinico, clorogenico e caffeico, resine e olii essenziali.
L’azione depurativa è coadiuvata da quella diuretica. L’incremento di emissione di urina facilita l’eliminazione dell'acqua e delle sostanze in eccesso, accumulate nell’organismo, come il colesterolo e gli acidi urici che provocano reumatismi e gotta. Per questo motivo la betulla è impiegata nella cura dell’ipertensione e della ritenzione idrica. L'effetto diuretico agisce anche in maniera preventiva rispetto alla formazione di renella e diventa una sorta di "lavaggio” antisettico nelle affezioni delle vie urinarie, come la cistite.
La pianta inoltre è uno dei rimedi elettivi nella cura della cellulite, in quanto aiuta l’eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali, caratteristici di questo inestetismo cutaneo.
La linfa di betulla, conosciuta anche come Betula verrucosa linfa, da cui si estrae il gemmoderivato, contiene due eterosidi capaci di liberare per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica e antiinfiammatoria.
La linfa viene raccolta seguendo una tecnica particolare: all'inizio del mese di marzo, durante la montata primaverile, si praticano nelle betulle adulte, di preferenza sulla parte del tronco esposta a sud, alcuni fori a circa un metro da terra, profondi da due a cinque centimetri, leggermente obliqui verso l'alto, nei quali si introduce un tubicino da cui la linfa defluisce nei recipienti posti a terra. Un tronco di 50 cm di diametro fornisce in 4 giorni una media di 3-4 litri di linfa.
La proprietà detossinante è rivolta al nostro sistema linfatico che utilizza la potente azione drenante della linfa dell’albero (che raggiunge i 30 m. di altezza) per depurare l’organismo da tossine in eccesso, che trattengono i liquidi: cure farmacologiche, terapie cortisoniche o ormonali, iperuricemia e ipercolesterolemia.
Il migliore impiego terapeutico della linfa di betulla è quello riguardante il trattamento della cellulite, perché riduce nettamente l'impastamento e la componente dolorosa, ed elimina i liquidi ristagnanti nei tessuti.

Betulla: descrizione

Pianta arborea che può raggiungere imponenti altezze, presenta una chioma rada e leggera, espansa in verticale, con i rami terminali ricadenti. Il tronco è snello, se non è troppo vecchio, presenta una scorza bianca e sottile. 
Le foglie decidue, ovato triangolari, picciolate, verde chiaro sopra e sotto. 
I fiori maschili sono riuniti in amenti sessili, penduli; quelli femminili sono raccolti in spighe corte ed erette. I frutti sono delle infruttescenze cilindriche che a maturità liberano delle piccole samare provviste di un'ala membranosa.

Betulla: habitat

Originaria dell'Europa e dell'Asia settentrionale, in Italia è più frequente sulle Alpi dove a volte forma boschi puri. La Betula pendula (o Betula alba var. verrucosa) è diffusa dai Balcani all'arco alpino e in tutta l'Europa atlantica e l'Asia. In Italia è presente particolarmente in Piemonte (ove oggi si stimano oltre 20.000 ha di questa specie) e in Lombardia; si ritrova nell'Appennino settentrionale, in alcune stazioni isolate in Abruzzo, nell'Appennino campano e sull'Etna.

Betulla: cenni storici

Strettamente legata alla vita umana, come simbolo tutelare, tra i popoli slavi l’albero era associato alla leggenda delle Rusolski, le bellissime ninfe degli stagni e dei laghi. A tarda primavera, nei giorni del disgelo, uscivano dalle acque e si portavano, vestite di lunghi abiti candidi, a insidiare i viandanti che si trovavano a passare tra i boschi di tronchi biancastri. Chi non fosse stato in grado di resistere a loro, veniva catturato e ucciso. Per scongiurare questo pericolo, quelle popolazioni erano solite tagliare annualmente una enorme betulla, per poi metterla eretta nella piazza del paese e danzarvi attorno lungamente in modo propiziatorio. Di quella stessa pianta si faceva poi, a sera inoltrata, un grande falò e se ne disperdevano le ceneri nei campi.
La betulla è anche l'albero sacro per eccellenza delle popolazioni siberiane presso le quali riveste tutte le funzioni dell'Axis Mundi, pilastro cosmico.

Plinio pensava che la betulla fosse originaria della Gallia e ci informa che con il suo legno si fanno “ai magistrati i fasci che tutti temono, e ai panierai i cerchi e le coste necessari per la fabbricazione di panieri e cestini". Aggiunge che si usava anche per confezionare torce nuziali, ritenute porta-fortuna il giorno delle nozze (Historia Naturalis).
Già nel Medioevo l'acqua di betulla era molto nota per la sua proprietà di disgregare i calcoli urinari, e per questo fu proclamata "La pianta renale d’Europa". Anche la sua linfa era ritenuta un rimedio efficacissimo contro i calcoli renali e della vescica.

Betulla: ricetta

Come per tutte le piante bisogna fare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci che abbiano lo stesso effetto, per il rischio di potenziare l’effetto del farmaco, in questo caso non assumere con altri diuretici di sintesi.
USO INTERNO
INFUSO: 1 cucchiaio foglie di betulla, 1 tazza d’acqua
Versare la betulla nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne 2 tazze al giorno lontano dai pasti.
40-50 gc di betulla verrucosa linfa in gemmoderivato 2 volte al giorno lontano dai pasti.
Tintura madre di betulla: 80 gc in 1L e 1/2 d’acqua minerale, da bere nell’arco della giornata, lontano dai pasti.

Fonte: http://www.cure-naturali.it/betulla/2325

01 settembre, 2012

Alloro


ALLORO
(Laurus nobilis L.)


CARATTERISTICHE GENERALI
L'alloro, Laurus nobilis L.  appartiene alla famiglia delle Lauraceae e comprende piante originarie dell'Asia minore, introdotte nel bacino del Mediterraneo in tempi antichissimi.
E' una pianta molto diffusa, soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina. L'Alloro o Lauro è una pianta perenne a portamento arbustivo e può assumere la forma di un cespuglio o di un albero tanto che se trova le condizioni ideali può raggiungere anche i 10-12 m di altezza.
Il tronco è normalmente liscio con corteccia nerastra con rami sottili e molto fitti. Le foglie di alloro, portate da un corto picciolo, sono lanceolate, coriacee, di un bel verde scuro con i bordi ondulati e con la pagina superiore lucida mentre quella inferiore è di un verde-giallo tenue ed opaco. Sono ricche di ghiandole resinose che le conferiscono il caratteristico aroma. I fiori sono riuniti in infiorescenze a grappolo o in cime ascellari e sbocciano all'inizio della primavera.
E' una pianta dioica vale a dire che esistono piante che portano solo fiori maschili (con gli stami) e piante che hanno solo fiori femminili (e stami sterili) che portano cioè gli organi riproduttivi femminili.
Il frutto dell'alloro è una bacca, simile ad una piccola oliva che diviene nero-bluastra con la maturazione. Le bacche contengono un solo seme e maturano nei mesi di ottobre e novembre e sono molto aromatiche.


PROPRIETA'
L'alloro è una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie (dall'1 al 3%) che nelle bacche (dall'1 al 10%) quali: geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene.
Vengono riconosciute alla pianta di alloro numerose capacità terapeutiche grazie ai suoi oli essenziali: cura i reumatismi e gli strappi muscolari, ha capacità rilassanti, attenua la sudorazione, ha proprietà espettoranti e digestive.
 Le foglie di alloro hanno proprietà antipiretiche. Per molto tempo il Lauro è stato usato come rimedio contro la peste.


PARTI UTILIZZATE DELLA PIANTA
Dell'alloro si utilizzano le foglie prive del picciolo che possono essere raccolte durante tutto l'anno. Occorre tenere presente che più sono giovani più è alto il loro contenuto in principi attivi. Le foglie si fanno essiccare al sole.
Le bacche raccolte in autunno si fanno essiccare in un luogo buio

.
COME SI UTILIZZA
L'infuso di foglie di alloro aiuta la digestione soprattutto per chi ha problemi di fermentazione, aiuta nei  casi di inappetenza e combatte i dolori dello stomaco.
Il decotto si usa per il raffreddore e i reumatismi.
Per i reumatismi, le distorsioni e le slogature si usano anche le frizioni con gli oli essenziali.
Qualche goccia di olio di alloro ed una manciata di foglie nell'acqua consente di ottenere un bagno profumato e rivitalizzante. Il suo uso in cucina è noto.


CURIOSITA'
Oggi l'alloro viene usato normalmente nella cucina di tutto il mondo per il suo aroma. La particolarità è che le sue foglie non perdono l'aroma dopo la cottura.
In Emilia Romagna (Italia) dalle sue bacche si ottiene un delizioso liquore chiamato Laurino.


AVVERTENZE
Non sono segnalate controindicazioni per l'uso dell'alloro.



LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE

La pianta di Alloro nell'antica Grecia era considerata una pianta sacra ad Apollo perchè secondo la leggenda, in essa fu trasformata la ninfa Dafne per sfuggire al dio che la inseguiva e così lo stesso Apollo, proclamò questa pianta sacra al suo culto e segno di gloria da portarsi sul capo dei vincitori.
I greci anticamente chiamavano l'Alloro Dafne, in ricordo della Ninfa.
Considerata pertanto una pianta nobile per eccellenza era normale coltivarla nei giardini imperiali e gli imperatori romani si cingevano la testa di Alloro durante i trionfi e le cerimonie come se si trattasse di una preziosa corona.
Questa usanza si è protratta fino al Medio Evo e nel Rinascimento ma ad essere incoronati o "laureati" come si diceva, non erano più i sovrani ma i giovani poeti ed i letterati.. Il termine attuale di "laurea" deriva proprio da questo riconoscimento.
In molte leggende popolari, piantare una pianta di Alloro davanti alla porta di casa allontanerebbe i fulmini. Questo deriva dal fatto che Giove avrebbe decretato che questa pianta fosse preservata per rispetto a Dafne.


16 agosto, 2012

Aglio


Iniziamo a vedere e a scoprire le proprietà di questa pianta che  tutti abbiamo nella dispensa, e usiamo giornalmente in cucina







NOME SCIENTIFICO
Allium sativiva

FAMIGLIA:
gigliacee

DESCRIZIONE:
L'aglio comunemente coltivato nei paesi dell'Europa meridionale, dove il suo bulbo viene molto usato per insaporire i cibi, è l'Allium sativum, una perenne a radice bulbosa. In Italia crescono spontanee una trentina di specie di aglio, tra cui l'Allium ursinum, l'Allium vineale e l'Allium oleraceum; in tutto il mondo ne sono presenti più di trecento e le piante sono alte da una ventina di centimetri a oltre un metro.

BULBO:
 Generalmente il bulbo dell'aglio da cucina è composto da più spicchi arcuati avvolti da membrane dalla consistenza cartacea, più raramente si presenta formato da un unico spicchio.

FOGLIE:
Le foglie dell'aglio, le cui dimensioni dipendono dall'età del cespo e dalla fertilità del suolo, sono cave, un po'appiattite, rivolte all'indietro, di un bel colore verde intenso e lucente, solitamente sono aromatiche.

FIORI:

Quando fiorisce l'aglio emette un rigido stelo sulla sommità del quale appare l'infiorescenza. Normalmente si evita che vada a fiore l'aglio da cucina, ma altri tipi di aglio sono decisamente decorativi e vengono coltivati proprio per le interessanti infiorescenze a ombrella. I fiori appaiono in tarda primavera, o inizio estate, e possono essere bianchi, rosa, violetti, giallo, porpora o azzurri; durano a lungo anche dopo essere stati recisi. Per ottenere fiori particolarmente belli si consiglia di lasciare indisturbati i bulbi per alcuni anni.
HABITAT:
Le regioni d'origine di questa specie sono le zone temperate dell'emisfero settentrionale.

COLTIVAZIONE:ESPOSIZIONE: L'Allium sativum ama una posizione soleggiata e un terreno ben drenato: i bulbi infatti temono i ristagni d'acqua che, oltre ad impedire il completo sviluppo dei bulbi, favoriscono i marciumi.
L'Allium ursinum invece predilige la mezz'ombra, i terreni boschivi torbosi e umidi.

RIPRODUZIONE:
  I bulbilli, detti comunemente e impropriamente spicchi, si interrano in autunno o all'inizio della primavera avendo l'accortezza di non capovolgerli, ma di mantenere loro lo stesso orientamento che avevano nel bulbo. Si mettono a dimora in file parallele distanti una trentina di centimetri, mentre si lascia tra un bulbillo e il successivo circa una ventina di centimetri. Vanno infine ricoperti con circa cinque centimetri di terra ben sciolta.

CRESCITA:

Per favorire la crescita delle piantine si deve arricchire il terreno con solfato potassico o con cenere di legna, che è ricca di questo elemento gradito a tutti i bulbi. In primavera è importante tener sarchiato il terreno, per mantenerlo smosso ed evitare la crescita delle malerbe. L'aglio non ha particolari esigenze riguardo alle temperature.

RACCOLTA:
L'Allium sativum si raccoglie quando le sue foglie sono seccate, solitamente verso la metà del mese di luglio.
CONSERVAZIONE:

Dopo la raccolta l'aglio va lasciato seccare per una decina di giorni in luogo asciutto e aereato. Si conserva quindi per diversi mesi perdendo solo in minima parte le sue caratteristiche.

PROPRIETA': IN CUCINA:
L'aglio è presente come elemento base in infinite ricette della cucina mediterranea. Chi desidera attenuarne l'odore, che è tanto persistente quanto poco gradito, può masticare qualche foglia di prezzemolo crudo o un chicco di caffè.

SALUTE:
Le proprietà terapeutiche dell'aglio sono note fin dall'antichità: l'Allium sativum, ricco di vitamine, di ferro, di zolfo e di iodio disintossica l'organismo ed esercita un'azione antibiotica. Utile come vermifugo e come disinfettante intestinale depura il sangue, combatte l'ipertensione, previene i raffreddori e migliora la memoria.Le foglie dell'Allium ursinum consumate fresche in primavera al posto del prezzemolo costituiscono un ottimo depurativo e migliorano decisamente l'aspetto della pelle.

CURIOSITA':
Un bulbo d'aglio sotterrato presso ogni cespo di rose non danneggia il soave profumo dei fiori (anzi pare lo intensifichi), ed esercita il benefico effetto di tenere lontani gli afidi, in quanto le radici delle rose assorbono una sostanza, contenuta nell'aglio, che si rivela un insetticida efficacissimo. In caso di siccità è necessario ricordarsi di annaffiare il terreno per facilitare l'assorbimento delle sostanze attive e ottenere lo stupefacente e gradito risultato.

11 agosto, 2012

erbe medicinali e officinali

Le piante e le erbe medicinali,o officinali,trovano un vasto utilizzo in erboristeria,omeopatia,fitoterapia,aromaterapia Le piante e le erbe officinali, in erboristeria vengono anche chiamate droghe,con questo termine si intende la parte della pianta, corteccia, foglie, fiori, frutti o radici, più ricca dei suoi principi attivi.Queste vengono utilizzate in diversi modi.

I principi attivi

I principi attivi che si trovano nelle erbe medicinali possono essere di varia natura e, da un punto di vista puramente chimico, appartengono alle classi degli alcaloidi, degli eterosidi, delle gomme, delle mucillagini, dei tannini, degli enzimi e delle vitamine.
Mentre, oli essenziali, resine, balsami e gommoresine, prodotti dalle piante per attrarre gli insetti (come le api per l'impollinazione) o per respingere i predatori , sono i principi attivi ottenuti dalle piante aromatiche che, per le loro proprietà odorose, sono utilizzati nella preparazione di profumi, cosmetici, bevande
OLI ESSENZIALI...TANNINI...AMARI...AMIDI...GLUDOSIDI...ALCALOIDI...MUCILLAGINI
SAPONINE

Impiego curativo

Le principali modalità di impiego curativo e preventivo delle piante e delle erbe officinali sono:

INFUSO...DECOTTO...TISANA...IMPACCO...CATAPLASMA...TINTURE...ENOLITI...OLEOLITI
POMATE...SUFFUMIGI...POLVERI...SUCCO...IDROLATI...OLI ESSENZIALI

I gemmoderivati

La gemmoterapia è l’utilizzo in prima diluizione decimale di estratti idrogliceralcolici, ottenuti per macerazione in solvente idrogliceralcolico di tessuti embrionali vegetali freschi. Vengono utilizzate le gemme, i giovani getti, le giovani radici,i boccioli,gli amenti, le scorze interne di giovani rami e radici, i semi.

La teoria delle segnature

Ritratto di Jacob Boehme
Jacob Boehme fu un filosofo e teologo tedesco autore di Signatura Rerum, La segnatura delle cose.
A partire dalla metà del Seicento,fino alla fine del XIX secolo, i medici utilizzavano gli estratti delle piante per curare diverse patologie,utilizzando la Teoria delle Segnature.Questa teoria filosofica e spirituale, stabilisce che una pianta con una forma somigliante a un organo del corpo umano ha un'azione benefica per quell'organo.
Fu Dio a porre un segno sulle piante da lui create e che possono essere utili per curare diverse malattie.

La classificazione delle piante con gli organi umani secondo questa teoria è :
Giallo e dolce, per la milza
Rosso e amaro per il cuore
Verde e acido per il fegato
Nero e salato per i polmoni

Ai giorni nostri questa teoria viene ancora utilizzata in Fitoterpia e nelle medicine naturali.

Le piante medicinali nella storia

Le notizie che si hanno sull'utilizzo delle piante medicinali a scopo curativo,da parte dell'uomo,sono pittosto contrastanti.
Alcuni studiosi ritengono che le prime notizie su un loro utilizzo risalga a 10.000 anni fa,per altri a tra i 5.000 e gli 8.000 anni fa. Queste norizie sono basate su degli scritti provenienti dalla Cina.

L'imperatore cinese Chen nong,inventore dell'agopuntura e fondatore della medicina cinese,è stato il primo medico della storia.

Sperimentò su se stesso centiania di rimedi.Questi sono descritti nel suo erbario Pen Ts'ao Ching . In seguito fu Li Shih chen a scrivere un'altro erbario,il Pen Ts'ao Kang Mu.Questo erbario era composto da ben 52 volumi,dove descriveva le proprietà officinali di migliaia di piante e erbe officinali, con relative descrizioni di come usarle.

Documenti molto antichi testimoniano come i Sumeri utilizzassero il Cumio dei prati o il Timo come piante medicinali.
Nella Bibbia si citano come piante medicinali l'Anice e il Cumio.Per le loro proprietà i loro semi venivano usati come moneta di scambio per pagare i debiti.

Charaka,un medico indiano,scrisse nell'ottavo secolo a.C.,Charaka Samhita,un testo fondamentale dell'Ayurveda.
Ayurveda è considerata da molti il sistema medico naturale più antico.Susruta,altro medico indiano scrisse,sempre nell'ottavo secolo a.C.Susruta Samhita,in cui vengono spiegate le proprietà medicinali delle piante nel campo chirurgico.
Il monaco buddhista Nagarjuna,studiò la preparazione di farmaci minerali,considerati tossici,trasformandoli in efficai rimedi. Un'altro popolo antico,gli Atzechi,conoscevano le proprietà medicinali di qualche milgiaio di piante.

Ai giorni nostri la comunità scientifica ha riconosciuto le proprietà curative che hanno le piante medicinali. Infatti molti medicinali contengono principi attivi ricavati da queste piante.Questo progresso della scienza permise lo sviluppo di nuove tecniche di estrazione e studio dei principi attivi contenuti nelle piante.

Le piante e le erbe sono comunque l'elemento di base dei medicinali moderni.Anche nella preparazione dei cosmetici,delle bevande,dei cibi,si deve molto a queste piante.Ad esempio gli oli essenziali,dal profumo gradevole,vengono utilizzati nella preparazione di saponi e profumi.Oppure pensiamo alle erbe aromatiche,coltivate in tutto il mondo e che vengono utilizzate nei cibi per insaporirli,(insaccati,salsicce,biscotti,formaggi,ecc...).

La Fitoterapia moderna non deve essere considerata priva di rischi,perchè tutto quello che è naturale non può essere considerato privo di effetti collaterali.Per questo motivo è sempre utile consultare il proprio medico prima di assumere prodotti curativi naturali.  
fonte http://erbe.altervista.org/
fonte: http://www.erbe.altervista.org/index.html